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Dopo una vacanza passata in Portogallo, a piedi, con 18kg di zaino sulle spalle ci siamo convinti a ripartire in Renault4. Abbiamo individuato un’area geografica, i Balcani, ma non sapevamo quale sarebbe stata la meta finale. Partimmo così senza stabilire nessuna tappa e quello che ne uscì fu uno dei nostri viaggi più belli. Ora vi raccontiamo i motivi.

La prima tappa fu l’isola di Krk, Croazia, arrivammo di notte e dormimmo, in tenda ovviamente, nel parco naturale di Uvala Cavlena. Una zona abbastanza isolata dell’isola e molto tranquilla.

Sebastian e Papa Francesco a Krk

Tempo di un bagno al mattino e ripartimmo in direzione Plitvice per visitare il parco nazionale dei laghi di Plitvice, patrimonio dell’UNESCO, 16 laghi alimentati dai fiumi Bijela Rijeka e Crna Rijeka (Fiume Bianco e Fiume Nero) e da sorgenti sotterranee, collegati tra loro da una serie di cascate, che si riversano nel fiume Korana.

Cascate di Plitvice

Dopo una splendida camminata nel parco trovammo una sorta di area camper abbandonata in mezzo a un campo e trascorremmo lì la notte. La mattina seguente partimmo per entrare in Bosnia ma in dogana ci fecero storie, nulla di trascendentale ma cercavano una mazzetta che ovviamente non arrivò. Alla fine, sfiniti, ci lasciarono andare. Arrivammo a Medjugorje e ci piazzammo nel giardino di una casa trasformato in una sorta di area camper.

Camping nel retro di una casa, Medjugorje

Percorremmo, più per curiosità che per fede, anche il cammino che porta alla madonna e da lassù la vista era sicuramente notevole.

Madonna di Medjugorje

Lasciammo Medjugorje perplessi per raggiungere le cascate di Kravice e successivamente entrare in Montenegro.

Cascate di Kravice

Un salto nel laghetto delle cascate e via verso le bocche del Cattaro una serie di insenature della costa. Costituite di ampi valloni fra loro collegati che si inseriscono profondamente nell’entroterra come fiordi. Prendono il nome dalla città di Cattaro.

Yasmine e un bagno nelle bocche del Cattaro

Qui passammo una delle notti peggiori, trovammo un prato adibito a campeggio spartano a due metri da una strada molto trafficata. Il rumore delle auto già non aiutava il sonno e in più ogni tanto qualche simpaticone passava suonando il clacson.

Cattaro

L’indomani partimmo alla volta di Scutari, Albania, convinti di dover passare solo tre giorni nel territorio dell’aquila a due teste. Che illusi.

In riva al lago di Scutari
Moschea di piombo

Sin da subito abbiamo capito che l’Albania era molto diversa rispetto alle altre nazioni percorse. Un bellissimo caos organizzato nelle città e nelle periferie campi e agricoltura praticamente ovunque. Molta più natura incontaminata anche a ridosso della costa e un’accoglienza senza pari. Quando abbiamo avuto bisogno di aiuto il popolo albanese ci ha trattato come figli e noi non possiamo fare altro che parlare bene di questa fantastica esperienza.

Dopo aver trascorso la notte in riva al lago tra mucche e pastori ci spostammo a Valona in una bellissima spiaggia deserta.

Accampati a Valona
Tramonto in spiaggia, Valona

Il nostro campeggio venne allietato dalla conoscenza di una coppia di Udine e da un pastore Greco Albanese, Pablo, che si abbeverava esclusivamente con la Rakia, in sintesi la grappa albanese. Che serata magica…

Lasciammo Valona per dirigerci sulla costa nella regione di Fier e qui il nostro soggiorno albanese prese una piega incredibile. Ci perdemmo in mezzo a una pineta in una strada sterrata che man mano diventava sempre più stretta e a un certo punto… FIAMME!!! Ci trovammo a passare a pochi metri da un incendio, presi dal panico e dall’adrenalina continuammo ad andare dritti sperando di trovare finalmente spiaggia e mare. Dopo una decina di minuti arrivammo di fronte a una taverna sul mare che pareva abbandonata ma all’esterno sei persone ballavano musica balcanica a tutto volume. Ci fermammo tre giorni insieme a loro a bere e mangiare davanti a un mare stupendo.

Zaim, il proprietario, mentre pesca la cena
La nostra combriccola albanese

Passati quei tre giorni incredibili non ci rimase altro che prenotare un traghetto da Durazzo per Ancona e così terminò il nostro Balcan Tour 2019.

I balcani sono di certo un posto incredibile soprattutto per il mare ma guai a sottovalutare l’entroterra. Nel complesso visto il nostro modo di essere e vivere possiamo dire che la nazione più affine a noi è stata sicuramente l’Albania e non vediamo l’ora di ritornarci.